31 Lug 2017

L’economia circolare, la strada europea

Il futuro è colmo di incognite, ma una certezza c’è e si chiama economia circolare, un sistema economico pensato per potersi rigenerare da solo, un modello di sviluppo che pone al centro la sostenibilità, dove i materiali vengono riciclati e riutilizzati creando un nuovo valore. 
L’economia del Vecchio Continente sta seguendo questa direzione e anche la Commissione Europea ha elaborato una serie di proposte per rinnovare e migliorare le modalità di produzione e di riciclo negli Stati membri.
Solo utilizzando le risorse in modo più efficiente si ottengono benefici, ma affinché l’economia circolare divenga realtà è necessario un impegno a lungo temine a tutti i livelli: paesi, regioni, città, imprese e cittadini.

Economia circolare, il piano europeo

Il piano di azione europeo si basa su quattro punti principali:

1) Produzione: progettare prodotti che durino nel tempo, siano riparabili e riciclabili.

2) Consumo: le scelte di milioni di consumatori fanno la differenza, quindi occorre realizzare etichette che forniscano informazioni sull’impatto ambientale del prodotto e favorire forme innovative di consumo, ad esempio la condivisione di prodotti o infrastrutture.

3) Gestione dei rifiuti: il primo posto spetta alla prevenzione, seguita dalla didattica propedeutica per il riutilizzo, il riciclaggio, il recupero di energia, e infine lo smaltimento. Nello specifico, la Commissione europea propone come obiettivo il riciclo del 65% dei rifiuti urbani e del 75% di quelli da imballaggio entro il 2030, e nello stesso tempo la riduzione del collocamento in discarica al 10%.

4) Promozione di mercati per le “materie prime seconde”: grazie alla reimmissione dei materiali riciclabili, l’approvvigionamento di materie prime diventa più sicuro e più semplice.

Economia circolare, coinvolti i settori di plastica e bioplastica

Ma non è tutto; il Piano d’Azione europeo per l’economia circolare ha individuato alcuni settori principali che devono essere oggetto di particolare attenzione, affinché si concretizzi un modello virtuoso di economia circolare. 
Tra questi spicca il comparto della plastica, materiale il cui utilizzo è in crescita, anche grazie alle bioplastiche che vanno però adeguatamente sostenute con politiche attente al più vasto campo della bioeconomia.

Economia circolare, un sistema che conviene a tutti

In conclusione, prolungare l’uso produttivo dei materiali, riutilizzarli, riciclarli, aumentarne l’efficienza serve a rafforzare la competitività, a ridurre l’impatto ambientale e le emissioni di gas, e a creare nuovi posti di lavoro. L’economia circolare conviene a tutti ed è un bene che sia sostenuta anche dalla Comunità Europea.

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