Imballaggi in plastica e bioplastica

Scopriamo insieme due materiali innovativi, cosa li unisce e cosa li separa

Leggere, igieniche, versatili e riciclabili: sono queste le caratteristiche principali che accomunano plastiche e bioplastiche; materiali ormai indispensabili nella nostra vita quotidiana.

La plastica ha mille impieghi nel settore degli imballaggi ed è molto utilizzata per trasportare e conservare i prodotti alimentari.La bioplastica, anagraficamente più giovane, è impiegata soprattutto negli imballaggi e per realizzare prodotti di uso quotidiano, come i sacchetti della spesa riutilizzati per la raccolta dell’umido, le reti per la frutta, i piatti, i bicchieri e le coppette per il gelato.

Le strade di questi due imballaggi si separano al momento del loro conferimento nei contenitori della raccolta differenziata, perché diversa è la filiera del riciclo che li attende. Gli imballaggi in plastica vanno conferiti nei cassonetti dedicati alla plastica, gli imballaggi in bioplastica biodegradabili e compostabili si conferiscono con la frazione organica dei rifiuti.

 

Perché è importante saperli riconoscere?

 

Gli imballaggi in plastica e bioplastica hanno il vantaggio di essere materiali riciclabili, ma c’è bisogno della collaborazione di tutti per non comprometterne il risultato. È importante che ogni singolo cittadino conferisca il rifiuto nel cassonetto corretto della raccolta differenziata.

Dagli imballaggi in plastica raccolti e riciclati si ottiene materia prima “seconda” con cui realizzare nuovi manufatti.

Dal riciclo degli imballaggi in bioplastica biodegradabile e compostabile si ottiene il compost, terriccio utile per la fertilità del suolo.

Gli imballaggi in plastica

Gli imballaggi in plastica comprendono numerose tipologie di materiali la cui varietà deriva da differenti polimeri, ognuno con proprie caratteristiche. Per realizzare gli imballaggi si ricorre a polimeri che soddisfano le richieste più complesse e hanno il vantaggio di essere riciclabili, tornando così a diventare nuova materia prima per la realizzazione di utili oggetti.

Gli imballaggi in bioplastica

Con il termine bioplastica si fa riferimento a materiali e a manufatti derivanti sia da fonti rinnovabili sia di origine fossile, la cui caratteristica principale è quella di essere biodegradabili e compostabili. La bioplastica viene conferita con la frazione organica dei rifiuti domestici, così da poter tornare in natura sotto forma di prezioso compost, utile al terreno.

CHE FINE FANNO?

Gli imballaggi in plastica conferiti nel cassonetto destinato alla plastica vengono riciclati, cioè trasformati in materia prima “seconda” (con caratteristiche simili a quelle iniziali) con cui si realizzano nuovi manufatti. In questo modo si protegge l’ambiente perché si evita di ricorrere all'approvvigionamento di nuove materie prime vergini. Quelle plastiche che non si possono ancora riciclare per limitazioni tecnologiche sono utilizzate per la produzione di combustibili alternativi presso impianti specializzati.

Gli imballaggi in bioplastica biodegradabile e compostabile, certificati secondo le norme europee EN 13432 ed EN 14995, una volta conferiti nella frazione dell'umido grazie al processo di riciclaggio organico - diventano compost.

ECONOMIA CIRCOLARE

Nell’economia circolare il rifiuto è una risorsa. Quando i prodotti raggiungono la fine del ciclo di vita, vengono valorizzati col riciclo del materiale, in modo da poter essere riutilizzati più volte a fini produttivi e creare così nuovo valore. Le filiere del riciclo delle plastiche e delle bioplastiche sono un esempio virtuoso della filosofia dell’economia circolare.

Questo tipo di economia detta circolare si sostituisce all’economia lineare basata sul concetto di produzione, uso e dismissione del bene, che appena non serve più diventa rifiuto. Nell’economia circolare (che si lega alla consapevolezza che le materie prime del pianeta prima o poi si esauriranno) è essenziale la sinergia tra le diverse imprese: nella filiera del riciclo entrano in gioco varie industrie, ognuna con la propria specializzazione, per far sì che ciò che è scarto per qualcuno diventi risorsa per altri. È importante sottolineare che i materiali che si ricavano dal riciclo (nuove materie prime seconde per la plastica e compost per la bioplastica) sono di qualità.